Modificato: Domenica 05 Marzo 2006 ore 16:43.
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Mi sento
I tablet ci hanno già provato tempo fa, ed hanno fatto un buco nell’acqua grosso così. Poi sono arrivati i temibili palmari… ed il mondo è rimasto davvero sconvolto: sconvolto di capire che forse è più facile maneggiare una rubrica telefonica tascabile, su carta, che tentare inutilmente di armeggiare con un pennino su uno schermo grande quanto un biglietto da visita.
Dunque vediamo… dopo che ben due rivoluzioni tecnologiche annunciate, due clamorose svolte nel mondo dell’informatica, sono fallite e naufragate definitivamente… che cosa si sono inventati adesso?
Dai, non sarà mica che si torna indietro all’idea del micro-computer???
Nell’azienda in cui lavoro esiste la necessità di fornire gli uomini della forza vendite esterna (quelli cioé che sono perennemente fuori sede, litigando con i clienti e prendendo multe in autostrada) di portatili il più possibile leggeri per le operazioni più diverse: analisi statistica di fatturato e situazione contabile (leggasi fogli di calcolo grandi come la carta geografica terrestre in scala 1:1), presa degli ordini in real-time (vabbé, questa è più sulla carta che nella realtà…), consultazione della posta elettronica aziendale (tramite VPN su scheda PCMCIA UMTS).
Un normale portatile va bene, però: (1) pesa, (2) ha autonomia ridotta e (3) ingombra troppo. Un palmare non può andare bene. Un tablet… per l’amor del cielo! Che fare quindi? Girovangando in rete e facendo qualche scappata dai soliti rivenditori di hardware informatico mi sono imbattuto in tutta una nuova schiera di portatili ultra leggeri ed ultra piccoli… da farsi cascare la mandibola!!!
Sono sottili, leggeri, con una autonomia da urlo e con una tastiera che, lo giuro, è praticamente la stessa di un piccì fisso normale (tastierino numerico e tasti funzione a parte, obviously). Gli schermi sono da 10″ e 12″. Sono dotati di masterizzatori DVD Dual Layer, porte USB e FireWire, WiFi, lettori di schede SD e CF, slot PCMCIA.

Ho provato un Toshiba Portégé M300 e un Fujitsu LIFEBOOK P7010. Per prima cosa ho messo alla prova le tastiere: preso un testo tecnico di qualche riga ho provato a batterlo velocemente sui due ultra-portatili. Il risultato è stato strepitoso: il confort di battuta è più che ottimo. IMHO vince qui il Fujitsu, dato che i Toshiba hanno sempre il brutto vizio di spostare i tasti Windows e backslah dove non devono essere!
Gli schermi sono ottimi ma molto diversi come resa. Il Portégé, da 12.1″, risulta davvero molto godibile: chi è abituato a lavorare con un 14″ a 4/3 praticamente non se ne accorge. Tutto è visibile perfettamente a risoluzioni di 1024×768. La resa luminosa e dei colori è in linea con la media, simile ai modelli della concorrenza (ACER, HP, IBM) più economici. Il modello LIFEBOOK invece mi ha strabiliato per la qualità di risoluzione e resa luminosa, molto simile ai famosi monitor della serie VAIO di SONY. Qui la nota dolente sono invece le dimensioni: 10.6″, widescreen!!! Bellissimo, davvero, ma risulta molto stancante in poco tempo, anche per chi ha una vista perfetta da vicino. Anche per il Fujitsu vale quanto detto per il Toshiba: tutto è sotto controllo e ben visibile.


Le dimensioni sono davvero incredibili, è come portarsi dietro un libro!!! Naturalmente il Fujitsu, con il suo schermo ristretto, è più piccolo ma, attenzione, il Toshiba risulta sensibilmente più leggero. La dotazione software è più che ottima (se vi interessa il mondo Windows… a me non interessa affatto ma fa sempre piacere vedere cura ed attenzione nella fornitura che accompagna un pezzo di metallo munito di processore: è un buon elemento di controllo sulla qualità, nell’insieme, del prodotto) ma la confezione del LIFEBOOK è più accattivante: con il portatile viene fornita una custodia in tessuto acrilico con cerniera (davvero molto comoda e… fa la sua sporca figura) ed una serie di innesti per le prese telefoniche di tutto il mondo.

Che dire in conclusione?
La linea del mercato sembra definirsi poco alla volta.
I palmari per adesso sono parcheggiati a fare l’unica cosa di cui sono capaci, IMHO: i navigatori satellitari.
I tablet stanno per tornare.
Ma la vera rivoluzione sono loro: i micro-piccì.
Spero di poter presto mettere le mani anche su un Libretto…
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