[Fonte: Planet SysAdmin]
Sebbene sia in inglese, qui: breve, chiaro e conciso.

[Fonte: ossblog]
Queste sono le classiche c@#§*çe da geek… ma datemi retta: fateci un giro e poi non ditemi che non è… troppo divertente!!!


http://www.youtube.com/watch?v=xPFZl59_OZ4
Sto morendo dalle risate…


[Fonte: attivissimo]
A quanto pare la scansione delle immagini dovrà fare ancora qualche passo in avanti, come ci raccontano qui quelli di F-Secure…


Marco, come al solito, lancia un tema di discussione interessante: ora che tutti noi siamo abituati ad affidare i nostri dati ai servizi online del meraviglioso mondo web 2.0… che fare se un domani questi dovessero chiudere i battenti?


Leggi qui, leggi là… incappo in un post il cui tema di discussione è proprio la mia distribuzione GNU/Linux preferita (la stessa che ospita questo blog, la mia posta, Jabber, ecc…) e la cui tesi è quella che tale distribuzione non sia proprio adatta ad un utilizzo in ambito server.
La tesi è così poco ben argomentata che non mi sembra il caso di aggiungere anche le mie ribattute, per fortuna ci sarà qualcuno che avrà già provveduto – mi dico tra me e me.
Ed è così che incappo in un contro-post, questo. Leggo le argomentazioni e passo veloce ai commenti. Ed ecco l’illuminazione. Un anonimo commenta:
“ma va a cagher te e ghentu”
Mi permetto solo una piccola osservazione: si pronuncia “gen-too”, con la “g” morbida come in “gentile”. Ed è scritto nelle FAQ ufficiali.
Per il resto… LOL!!!


In risposta a Marco.
Posso capire che per chi non è un tecnico certe convenzioni abbiano poca importanza, è normale. Come è anche altresì vero che per un geek che sia tale un prodotto è “succoso” anche se la sua confezione è bruttissima.
Se vogliamo parlare dei tecnicismi, facciamolo… in modo serio però. Mi dispiace farlo notare, ma la spiegazione di Marco su porte, protocolli, ecc… è a dir poco inesatta. Per fortuna c’è chi, come Davide, è pronto a chiarire e correggere. Visto che c’è un po’ di confusione sarebbe opportuno chiarirsi per davvero le idee sui concetti e i funzionamenti della rete ed essere abbastanza umili da capire che saper paragonare il DNS alle Pagine Gialle non vuol dire essere dei guru di internet.
Poi… ad ognuno il suo. C’è il marketing, c’è l’amministrazione di rete… e mille altre cose ancora.
Forse sarà un’osservazione banale… ma non posso che notare questo: abbiamo camisani.com, www.camisani.com e… blog.camisani.com. Evidentemente i domini di terzo livello servono a qualcosa.
www compreso.


Pandemia compie 4 anni, occasione speciale per fare gli auguri e i complimenti ad una persona altrettanto speciale, Luca Conti.
La notizia in sé, però, mi colpisce per i dati che Luca stesso riporta:
2944 articoli, compreso questo, 4296 commenti e 678 trackback.
Sì, c’è qualcosa che non mi torna e che non riesco a capire.
Pandemia, al momento in cui scrivo, è al secondo posto nella classifica di it.blogbabel.com ed è universalmente
riconosciuto come un monumento della blogosfera italiana… eppure ha 1,5 commenti e 0,2 trackback per singolo post (media statistica da 4 soldi). In buona sostanza, per ogni post che Luca scrive, circa una persona risponde con un commento e una su cinque utilizza il trackback. Mi chiedo pertanto: siamo davvero così sicuri di quello che chiamiamo Web 2.0?
Lo dico riferendomi principalmente al discorso trackback, dato che sull’area commenti potrebbero intervenire una miriade di motivazioni tutte plausibili per spiegarne il basso numero.
A me qualcuno aveva insegnato che il trackback era la rivoluzione copernicana che trasformava una pagina web personale in un blog.
Mi ripetete il concetto, please?

