«Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana…»
Ebbene sì, rieccomi qua, dopo quasi 2 anni di latitanza. L’esperienza di yblog.homelinux.org si era arenata tempo fa: non per stanchezza, né per disinteresse. Semplicemente, mi è mancato il tempo. Ci sono momenti nella vita in cui, per fortuna o no, è necessario fare delle scelte: io la mia, alla fine, l’ho fatta.
E mi è andata più che bene, credetemi.
Come dice il saggio, «nessuno regala nulla per nulla». Mi sono rimboccato le maniche. Ho sgobbato. Mi sono impegnato. Ce l’ho messa tutta. E così mi sono ritrovato da poco a capire che erano passati già 2 anni (!!!) da quando mi divertivo a lasciare una traccia di me su questo tanto amato web. Ho così “scoperto” che oggi come oggi quasi tutti (si fa per dire…) hanno il loro weblog. Gli intellettuali di qualche anno fa ritenevano, nel loro delirio di omni-saccenza, che quello che sembrava un fenomeno del momento si sarebbe sgonfiato da solo: alla fine sarebbero sopravvissuti solo coloro che davvero avevano qualcosa da dire (e che, ben inteso, agli altri interessasse!!!). Peccato che nessuna di queste menti superiori (che evidentemente ragionano tanto sulla tecnologia, ma di tecnologia non sanno forse nemmeno la definizione) avesse preso in considerazione un piccolo particolare: il boom della tanto agognata banda larga.
Negli ultimi 2 anni mi sono dedicato ad approfondire le mie conoscenze tecniche in materia informatica e, di pari passo, diciamo ad “ufficializzarle“. Amare la tecnologia è una gran bella cosa, credetemi. Ma come tutte le cose belle, quelle cioé che ti appassionano e ti fanno dannare, anche l’informatica, “da sola”, non basta. Vedete, in ogni campo del sapere ognuno di noi potrebbe trovare talmente tanti stimoli da seguire che alla fine, umanamente parlando, credo sia esatto affermare che nessuno può arrogarsi il diritto di poter dire una frase del tipo: «io di questa materia so tutto».
L’informatica non sfugge certo a questa regola, anzi: la spinge piuttosto verso i suoi limiti, ad un ritmo infernale. Ieri pensavi di sapere tutto su quella cosa? Peccato, guarda, oggi ne hanno sviluppato già la nuova versione…
La domanda che ci si pone, allora, è la più semplice [e quindi, come vuola la legge di Murphy, complicata] possibile: «perché?»
Per me la risposta arriva un po’ dal successo dei blog.
Dai, diciamoci le cose serenamente. Una volta c’erano i “siti web”: ai tempi l’abbonamento ad Internet si pagava e c’era solo il buon vecchio 56k (ok… c’era anche l’ISDN… con canone annesso…). Esistevano così “community” online, tipo Digiland, dove gli abbonati avevano a disposizione un piccolo spazio web per costruirsi in modalità fai-da-te il proprio biglietto da visita on-the-www. Mi dite che differenza c’è tra una pagina personale dove scrivere le proprie idee, pubblicare le proprie foto, riportare i link di maggior interesse… e un blog? Non ditemi che la grande differenza risiede nella forma dei post ordinati cronologicamente come in un diario, perché… sì, insomma, avete intuito…
Poi i siti web personali hanno perso in appeal… e siamo stati graziati dai temibili portali: niente più “cose” personali ma un tutt’unico comune, dove poter costruirsi una rete di contatti. Uno si iscriveva da qualche parte, riceveva utente e password, ed iniziava il dialogo con gli altri iscritti attraverso forum e messaggistica varia. Anche qui, abbiate pazienza, ma che differenza ci sarà mai da un commento ad un post in un forum ed un commento ad un post in un blog?
E così siamo arrivati ad oggi ed ai weblog, la grande innovazione. Posso capire che una volta costruirsi un sito web fosse cosa da pochi “smanettoni” mentre ora mettere in piedi un blog da qualche parte è affare di pochi minuti… e di pochi click. Posso anche capire che prima l’appartenenza ad una community era abbastanza rigida e poco trasversale mentre adesso, con un blog, ognuno è libero di mettersi in contatto con chiunque. Ma dove è questa grande rivoluzione???
«La risposta non è nel meccanismo. È nella banda.»
Ragazzi, parliamoci chiaro. Chi di voi ha una certa anzianità sa di cosa parlo. Una volta avere un sito web richiedeva tempo, conoscenze e soldi. Io certe bollette del telefono eccome se me le ricordo… ora si accende il piccì, si entra in Internet, si accede al proprio blog e si scrive. Facile, veloce. E senza apprensioni varie, tanto con l’ADSL si viaggia veloci e i costi sono sempre gli stessi: non irrisori, naturalmente, ma in media molto più bassi. E comunque sia, anche per chi storcerà il naso, in proporzione molto più convenienti: il rapporto qualità/prezzo è decisamente più vantaggioso, oggi. Ovviamente parlo di chi si collega da casa: non dimentichiamoci che ci sono stuoli di bloggers che scrivono da lavoro o da scuola. Pensate davvero che uffici e scuole siano tutti in rete con la fibra!?
E qui torniamo al punto.
I blog non sono una rivoluzione.
Il web non è una novità.
Internet non è la moda del momento.
La rete è ormai un media di uso comune. Forse solo adesso inizia a mostrarsi con le sue vere potenzialità, e tutto perché i mezzi e la qualità di connessione lo permettono.
La rete è un mezzo di comunicazione. La tecnologia è la materializzazione della voglia di scoprire.
Chi scopre qualcosa… ha voglia di comunicarlo. A tutti.
connesso.org vuole tener fede a questo ragionamento, riprendendo tutto ciò che l’iniziale esperienza di yblog.homelinux.org aveva lasciato in sospeso. Ora ho un dominio tutto mio, una piattaforma di pubblicazione adeguata e tutti gli strumenti necessari. Tutto è gestito direttamente da me: gli ultimi 2 anni mi hanno finalmente dato la possibilità di avere un piccolo serverino domestico affidabile, autogestito, sicuro. Gli argomenti di cui parlare non mancano, le idee sono innumerevoli.
Come dicevo anni fa, spero di poter restituire, in un certo senso, quello che la rete mi ha dato.
Ora si tratta solo di aspettare. E di vedere cosa succede.
[Tags] [No Tags]
Commenti
Spiacente, al momento l’inserimento di commenti non è consentito.






Non c’è ancora nessun commento.